Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia
a 30 anni dall'assassinio di Peppino ImpastatoSono passati ormai trent'anni dall'assassinio politico-mafioso di Peppino Impastato e 29 dalla manifestazione nazionale contro la mafia che abbiamo organizzato a Cinisi in occasione del primo anniversario della sua morte.
Non possiamo dire che da allora nulla sia cambiato; abbiamo raggiunto obiettivi importanti con il nostro impegno e con la lotta quotidiana che abbiamo condotto io, mia madre, i compagni di Peppino, Umberto Santino e Anna Puglisi fondatori del Centro siciliano di documentazione di Palermo, successivamente dedicato a Peppino, seguiti da una parte della sinistra e dei movimenti legati alla nostra storia e alla nostra lotta.
Abbiamo affrontato un lungo percorso di fatica e di sofferenza che ci ha portato anche a sperimentare l'amarezza e la rabbia quando abbiamo toccato con mano le collusioni tra la politica, le istituzioni e la mafia. Il lavoro di memoria e le attività portati avanti in questi anni sono stati difficili, ma non certo inutili: hanno contribuito a sviluppare una coscienza antimafiosa nelle nuove generazioni che hanno recepito positivamente il nostro messaggio.
Il pensiero, le idee di Peppino e la sua esperienza di militante comunista che guardava tutte le sfaccettature della realtà lo conducevano a partire dal basso, riprendendo la linea delle lotte contadine, anticipando i tempi e accelerando un processo di crescita e di presa di coscienza rispetto al pericolo costituito dalla mafia, fino ad allora volutamente sottovalutato: la sua era una vera e propria lotta di classe contro un sistema criminale basato sullo sfruttamento e sulla sopraffazione.
Non è stato facile per lui, così come non è stato facile per noi: abbiamo raccolto la sua eredità e siamo andati avanti, cercando di continuare giorno dopo giorno per costruire un progetto di antimafia sociale che partisse dall'esperienza di Peppino, dalle sue lotte nel territorio contro la speculazione edilizia, contro la disoccupazione, a fianco dei contadini di Punta Raisi che venivano affamati dall'esproprio delle proprie terre [...]
Siamo stati poi catapultati in una situazione pesante; ci siamo scontrati con una realtà drammatica: la mafia aveva alzato il tiro uccidendo chiunque tentasse di ostacolare il suo processo di espansione. Giudici, poliziotti, politici, militanti della sinistra, giornalisti, tutti ammazzati uno dopo l'altro in una mattanza che è durata molti anni, troppi, ed è culminata con la strategia dello stragismo.
Abbiamo vissuto tutto questo sulla nostra pelle mentre eravamo impegnati nella ricerca della verità e non solo riguardo l'omicidio di Peppino, denunciando e mettendo in evidenza gli ostacoli più turpi, quelli più dilanianti, quelli causati dalla collusione mafiosa con una parte delle istituzioni.
Le vicende giudiziarie riguardo il "caso Impastato" lo dimostrano: forze dell'ordine, magistrati, politici hanno tentato in tutti i modi di non farci arrivare alla giustizia, orchestrando un depistaggio vergognoso e tacciando Peppino di essere un terrorista-suicida. Non ci sono riusciti.
Parlare di legalità oggi significa anche riportare alla luce la versione veritiera di quanto è accaduto a Peppino e più in generale dal dopoguerra in poi, da quei grandi movimenti di liberazione che furono la Resistenza antifascista e il Movimento contadino [...]
La Relazione della Commissione parlamentare antimafia sul "caso Impastato" ha ricostruito le dinamiche e le responsabilità del depistaggio, ma i responsabili sono rimasti impuniti [...]
Oggi, a distanza di tanti anni da quei fatti, viviamo una realtà che non si è affatto riassestata. Il sistema mafioso prolifera e i conflitti sociali non si sono mai assopiti: per far fronte alle degenerazioni della società, da cui scaturiscono le fortune politiche di personaggi come Berlusconi e di tanti altri, i movimenti continuano a mettere in pratica l'impegno dal basso ricoprendo un ruolo centrale nel mantenere viva l'autodeterminazione dei cittadini.
È arrivato, però, il momento che acquisiscano una maggiore consapevolezza sulla centralità dell'impegno nella lotta alla mafia [...]
I movimenti no-global degli ultimi anni rappresentano una forma di resistenza al neoliberismo e al pensiero unico ma non hanno sviluppato un'analisi adeguata del ruolo delle mafie nel contesto attuale.
Nel nostro Paese le mobilitazioni di questi ultimi mesi che hanno visto centinaia di migliaia di persone scendere in piazza per chiedere di rispettare il programma di governo, per pretendere giustizia e verità sui fatti di Genova, per difendere i diritti delle donne hanno mostrato che è presente nei cittadini la volontà di cambiare lo stato di cose.
In questa prospettiva di mutamento la lotta alla mafia è uno dei terreni decisivi della lotta per il soddisfacimento dei bisogni e per la democrazia [...]
Facciamo appello a tutte le associazioni che lottano per una legalità non retorica e formale, sparse sul territorio nazionale, affinché ci diano il loro contributo di idee e di azioni per lo svolgimento della manifestazione del prossimo 9 maggio [...]
Facciamo appello all'informazione democratica e ai mezzi di comunicazione liberi affinché ci sostengano e sviluppino una conoscenza reale delle mafie e dell'antimafia, mentre troppo spesso assistiamo a trasmissioni e servizi che danno un'immagine suggestiva di feroci criminali e riducono l'antimafia alle iniziative più spettacolari.
Chiediamo il loro contributo agli artisti che si dichiareranno disponibili affinché con la musica, il cinema, il teatro e lo sport si cominci un'opera di sensibilizzazione e di educazione adeguate.
È importante che anche i Comuni che hanno intitolato una strada a Peppino partecipino al trentennale, così come gli iscritti alle sedi dei partiti della sinistra a lui dedicate.
Facciamo appello alle scuole, agli insegnanti e agli studenti, affinché siano al nostro fianco in questo difficile percorso.
Facciamo appello alle donne, ancora imbrigliate dai comportamenti maschilisti della nostra società, affinché partecipino numerose per rinnovare la rottura di mia madre Felicia rispetto all'immobilismo culturale, bigotto e reazionario, e per ripercorrere i passi delle tante donne, madri, figlie, sorelle, che hanno fatto dell'impegno antimafia la loro ragione di vita.
Anche i sindacati devono assumersi le proprie responsabilità, mettendo al centro i problemi del lavoro nero, precario, ultraflessibile, riprendendo le battaglie che furono di Peppino e dei suoi compagni.
E chiediamo alle forze politiche che si dicono democratiche di operare un taglio netto con mafie e corruzione. Si parla tanto di criminalità, di riciclaggio, di lavoro nero, di immigrazione clandestina, di sfruttamento minorile, di violenza sulle donne, di violenza razziale e di altre problematiche che non ci danno respiro: troppe volte ci si ferma alle parole o si adottano strategie più deleterie degli stessi problemi che dovrebbero risolvere, come i cosiddetti "provvedimenti per la sicurezza dei cittadini" che finiscono per annullare diritti umani fondamentali..
Esistono percorsi ben più sostenibili e compatibili con il benessere e il rispetto di tutti, che vengono però esclusi perché non fanno gli interessi dei soliti noti.
Aspettiamo ancora il perfezionamento della legge sulla confisca dei beni mafiosi, la legge 109 del '96, proposta da Libera di Don Ciotti con una petizione popolare che ha raccolto un milione di firme sull'onda emotiva delle stragi di Capaci e via D'Amelio. L'intento era di avviare un nuovo percorso di sviluppo economico antimafioso, ma si è arenato negli scogli della burocrazia, del lasciar correre e degli interessi mafiosi.
Il 9 maggio a Cinisi, nell'ambito delle iniziative del Forum antimafia "Peppino e Felicia Impastato", sarà un'occasione per riflettere su tutte queste tematiche, per far sentire la propria voce, per ribellarsi: siamo convinti che costruire un mondo senza mafia è possibile.
Non solo, è necessario: un mondo senza questa "montagna di merda" che ci travolge.
Il luogo scelto per la nuova Manifestazione Nazionale Contro la Mafia è Cinisi, non solo perché è lì che Peppino è nato ed ha svolto le sue attività, ma anche perché è da sempre una roccaforte dell'organizzazione mafiosa; lo fu ai tempi di Cesare Manzella prima e di Tano Badalamenti poi. Ma tuttora il nostro paese è un pilastro del controllo mafioso: i clan locali sono rappresentati nella "commissione regionale" ed hanno un rapporto diretto con i capimafia; così è stato con Provenzano e con Lo Piccolo fino a poco tempo fa.
È ora di attivarsi: dal 9 maggio in poi vogliamo cominciare a respirare aria pura, intrisa di libertà; vogliamo iniziare a vivere la gioia della bellezza.
Peppino, con il suo sacrificio, ci ha dato tanto. Non basta ricordarlo. Bisogna raccogliere quanto ci ha lasciato e continuare; dare nuova vita al suo pensiero e alla sua azione di uomo libero, ma soprattutto di siciliano libero.
Giovanni Impastato
PROGRAMMA FORUM SOCIALE ANTIMAFIA 2008
TRENTENNALE DELL'OMICIDIO DI PEPPINO8 MAGGIO Ore 16,30: Accoglienza Concentramento presso la stazione ferroviaria Cinisi-Terrasini e Casa Memoria (C.so Umberto I, 220) Lettura Appello manifestazione nazionale + documento programmatico Forum sociale
Ore 18,00: Il Femminismo Forum di discussione sull'impegno in difesa dei diritti della donna Ospiti - relatori: Collettivo Femminista M.C., Collettivo Malefemmine-Pa, Novat
Ore 21,00: spettacolo di Ciccio Impastato; spettacolo di Lucia Sardo
9 MAGGIO Informazione e controinformazione ieri e oggi Ore 10,00: forum di discussione sulla libera informazione e la comunicazione dal basso
Ospiti - relatori: Radio Onda Rossa, Francesco Catalano - Radio Onda d'urto, Valerio Monteventi - Radio Alice, Roberto Morrione, Lirio Abbate, Riccardo Orioles
Arrivo nel porto di Terrasini della veleggiata con partenza da Sanremo dedicata a Peppino e Felicia.
Ore 17,00: Manifestazione nazionale contro la mafia Corteo da Radio Aut di Terrasini a Cinisi lungo la via che Peppino percorse la notte tra l'8 e il 9 maggio 2008 quando fu sequestrato ed ucciso.
Ore 21,00: concerto in piazza. Si esibiscono i Tètes de Bois, Ciscovox, Pippo Pollina + Linard Bardill, Flavio Origlio e i LUFF
10 MAGGIO Mafia e antimafia dagli anni '70 ad oggi Ore 10,00: forum di discussione su mafia e antimafia negli ultimi 30 anni.
Relatori: Umberto Santino: introduzione, Francesco Forgione: l'attività della Commissione antimafia, Giuseppe Lumia: la relazione della Commissione antimafia sui beni confiscati, Franca Imbergamo: legislazione e azione giudiziaria, Rosario Crocetta: l'azione degli Enti Locali, Pietro Milazzo, Nino Rocca, Tony Pellicane: l'antimafia sociale e la lotta per la casa a Palermo, Enrico Colaianni: l'associazionismo antiracket, Davide Ganci, Rosa La Plena: l'uso sociale dei beni confiscati, Pia Blandano: l'attività nella scuole, Gianluca Faraone: il ruolo delle cooperative di Liberaterra, Salvo Vitale e Giovanni Impastato: la presenza della mafia nel territorio di Cinisi.
Ore 21,00: concerto: Migrantes, Collettivo Musicale Peppino Impastato, Carmen Consoli e i Lautari
11 MAGGIO Movimenti alternativi dal '68 ad oggi Ore 10,00: forum di discussione sui movimenti di ieri e oggi.
Ospiti - relatori: Renate Siebert, Guido Viale, Vincenzo Miliucci, Piero Bernocchi, Renato Franzitta, Tano D'Amico
Ore 16,00: continuazione forum Ospiti - relatori: No Tav, No Ponte, Comitato verità e giustizia per Genova, No Dal Molin, Comitato contro l'ampliamento delle basi militari-Sigonella
Ore 21,00: concerto: Gente strana posse, Assalti Frontali
Per contribuire alle spese è aperta una sottoscrizione. I contributi vanno inviati a: Associazione culturale Onlus "Peppino Impastato" di Cinisi. Conto corrente postale n. 26951889, indicando nella causale: contributo per il Forum sociale 2008.
COME ARRIVAREIn auto: Autostrada A29 Palermo-Trapani-Mazara del Vallo, uscita svincolo di Cinisi oppure S.S. 113 in direzione Trapani.
In Treno: Linea ferroviaria Palermo -Trapani, fermata alla stazione di Cinisi (25 km da Palermo).
In Pullman: Corse ditta AST da Palermo direzione Partinico o Terrasini. Fermata all'incrocio principale di Cinisi.
DOVE ALLOGGIARECampeggio autogestito presso il Campo sportivo di Cinisi - Via della Libertà (contributo libero Obbligatorio portarsi la tenda)