
VILLABATE. RIQUALIFICATO L'INGRESSO DEL PAESE. LO SCONTRO CON GLI AMBULANTI IRREGOLARI È FINITO, MA A CACHÌ!
di Emanuele Minnella
Un metro e mezzo in altezza per poco meno di settanta passi. Si presenta così il nuovo ingresso del paese, con il suo muro color grigio indifferente, davanti al mercato ortofrutticolo.
Una barriera di cemento armato la cui esecuzione, affidata alla ditta M. & C. SERVICE S.r.l. di San Cipirrello, è prossima ad essere ultimata.
I muri separano, dividono. Talvolta proteggono.
A Villabate, invece, pur avendo ottenuto una collocazione nello spazio, non servono né all'una, né all'altra funzione.
In realtà una sua ragione di esistere questo muro ce l'ha, ma è così sconcertante che non riusciamo ad accettarla.
Neppure se l'opera ci venisse presentata come uno dei tanti interventi di riqualificazione urbana riusciremmo a farcela piacere. Ciò nonostante dovremmo affrontarla, nella sua mediocrità, per sostenerne il peso senza rimanere pure schiacciati.
Si dice che il peso di un muro è sempre maggiore di quello totale dei singoli mattoni che lo compongono.
Osserviamo: il muro in questione, oltre al cemento, incorpora simultaneamente tutti gli argomenti di una politica insicura e rinunciataria; la stessa che alimenta, in misura variabile, la sfiducia nel cambiamento del nostro paese.
Si dice che, numeri alla mano, il muro sia costato 68 mila euro.
Osserviamo: ok! il prezzo è giusto. Mille euro a passo, per impedire a dei venditori di ortofrutta, responsabili di rallentamenti al traffico, di collocarsi su quel triangolo di marciapiede. In definitiva, la cifra da sborsare per “metterci in regola” con la legge, dato l'elevato numero di ambulanti privi di licenza e delle necessarie autorizzazioni per l'occupazione di quella parte di suolo.
Si dice che non vi era altra possibilità all'infuori di questa.
Osserviamo: a seguire l'iter logico che ha accompagnato il provvedimento, sembrerebbe pure una scelta valutata con rigore. In realtà l'incapacità di sanzionare gli abusivi non poteva che determinare simili distorsioni del buon senso. Constatato che nessuno degli irregolari avrebbe tirato fuori dalle proprie tasche un sol soldo per pagare una multa, la si farà patire alla collettività intera.
Si dice che è tutta colpa del Sindaco.
Osserviamo: si dice male. È inutile scaricare la nostra insoddisfazione sul primo cittadino. La decisione di costruirlo risale al 3 maggio 2007, giorno in cui è stato reso pubblico il bando per l'espletamento della gara. All'epoca la bottiglia di champagne per Di Chiara era ancora a raffreddare in frigo.
Si dice che è tutta colpa del Sindaco (2).
Osserviamo: non ci risulta che si sia opposto alla sua costruzione. Ma neppure il consiglio comunale.
Si dice che la questione dei venditori abusivi sia finita a cachì.
Osserviamo: obiettivo degli amministratori sembra essere diventato adesso quello di concedere agli irregolari apposita licenza, o comunque ci stanno pensando. La questione non è comunque risolta; solo parzialmente rinviata. Altri interessi riguardano la nuova collocazione da proporre agli ambulanti che, una volta convertiti alla legge, sapranno bene come tutelare i propri diritti (chiamatili fissa!).
Si dice che in certi casi, certe cose è meglio non dirle.
Osserviamo: non è il nostro caso.
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