
RACCOLTA DIFFERENZIATA: VERITÀ E BUGIE DIETRO LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DEL COINRES
di Erica Prestigiacomo
Finalmente anche il COINRES si è mosso in materia di raccolta differenziata: ogni famiglia ha ricevuto il suo coupon elaborato, prodotto e distribuito grazie ai fondi dell´Agenzia Reg. della Tutela delle Acque e dei Rifiuti. Le spiegazioni semplici ed efficaci sulla modalità di conferimento del rifiuto da differenziare, sono state accolte con entusiasmo dagli spiriti più ambientalisti che da subito hanno iniziato a gettare i rifiuti in modo intelligente. Ma forse in questi casi più che d’intelligenza si è trattato di ingenuità. Infatti allo stato attuale, il COINRES si limita a far confluire i materiali differenziati in apposite piattaforme autorizzate. Non discariche, dunque, ma neppure enti preposti al riciclaggio. E qualche operatore ecologico insinua che a loro non è arrivata alcuna comunicazione in merito, e che per ora tutti i rifiuti finiscono indistintamente a Bellolampo. Malignità dei lavoratori mal pagati o bugiarda propaganda dell’azienda? Difficile trovare la verità, e a dire il vero, difficile anche esigere l’adempimento al servizio da parte del COINRES, soprattutto in un periodo così caldo e delicato quale quello attuale, in cui è già tanto se i rifiuti vengono raccolti. Di fatto, nel dubbio, nonostante ogni cittadino dovrebbe gettare i propri rifiuti nel proprio comune di appartenenza, vi invito a trasgredire a fin di bene: se davvero non riuscite a rassegnarvi all’idea che gli scatoloni che avete riempito con sola carta finiscano in discarica accanto alle vostre lattine schiacciate con cura e a tutti gli altri rifiuti locali, non resta che una semplice possibilità: gettateli a Palermo. Infatti da tempo l’AMIA effettua il servizio di raccolta differenziata. Attualmente i materiali da riciclo convergono nelle mani di privati, ma in breve l’AMIA dovrebbe iniziare a riciclare da sé, e per questo motivo si è già dotata di un centro per la raccolta differenziata, costato peraltro 2 milioni, che potrebbe riciclare 44 mila tonnellate di carta e plastica. Potrebbe, ma non lo fa. La questione è che questo centro non è stato ancora collaudato per problemi burocratici… storie di ordinaria Sicilia! Il direttore generale promette che sarà messo in funzione entro la fine della primavera, ma non specifica di quale anno. Intanto ad espletare il servizio ci pensano le ditte esterne convenzionate, che però funzionano molto meno di quanto potrebbero perché a Palermo la raccolta differenziata non è mai davvero decollata, e oggi la percentuale di rifiuti differenziati supera di poco il 5 per cento. E’ davvero paradossale che chi vuole impegnarsi non ha garanzie sufficienti per farlo, e chi ne ha la possibilità non se ne cura. Sembra che nulla sia stato fatto per incrementare questa percentuale, e forse la verità è che per qualcuno risulti più conveniente puntare sulla costruzione del termovalorizzatore che sul riciclaggio. Intanto non ci resta che invidiare quei comuni in cui, pur essendo affidata a privati, la raccolta differenziata funziona egregiamente, e i rifiuti vengono raccolti casa per casa secondo un calendario prestabilito: l’umido viene raccolto nei giorni dispari, il martedì si raccolgono vetro e lattine, il giovedì la plastica e il sabato la carta….Trieste? No. Altofonte! Riciclare è il modo più semplice ed economico per tutelare l’ambiente e la nostra stessa salute. I tanto decantati termovalorizzatori dovrebbero essere l’ultima soluzione a cui ricorrere, e sarebbe veramente così se l’interesse comune si sostituisse all’interesse personale: tanti paesi hanno capito già da parecchio che il riciclaggio della spazzatura è un vero e proprio business. Se il COINRES o l’AMIA riuscissero a riciclare i rifiuti locali, non ne trarremmo soltanto vantaggi ecologici, ma anche economici: gli utili si trasformerebbero infatti in riduzioni concrete della nostra tassa sui rifiuti. Ma come si suol dire, in Sicilia ognuno pensa agli affari suoi.
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