
ACCUSE E PROMESSE. OFFESE E MIRACOLI. IL CLIMA DEL CONSIGLIO STRAORDINARIO REGALA AI CITTADINI ESALAZIONI TOSSICHE
Di Emanuele Boncimino
“Non c’è bisogno di creare allarmismi, l’amministrazione è con il COINRES….” Così tuonava il Vicesindaco Scrivano, per calmare le acque di una situazione che ormai gli era sfuggita di mano. Già perché fra i silenzi di una maggioranza allargata, asservita al volere dell’amministrazione, o meglio di metà amministrazione, e le denunce della minoranza, qualcuno che faceva la voce grossa in mezzo al coro ci voleva. Qualcuno che scuotesse e mettesse in chiaro che, comunque vadano le cose, non ci sarà mai un aumento della tassa sui rifiuti.
Fin dall’inizio la convocazione straordinaria del consiglio comunale, con all’ordine del giorno la questione COINRES, aveva appunto il compito di sbrogliare la matassa e fugare qualsiasi dubbio.
Complici i fatti accaduti in tutta la provincia e su cui ad oggi indaga ancora la magistratura, vista la denuncia al TAR.
Dopo le 120 assunzioni del dicembre scorso, che hanno coinvolto, quasi tutte, parenti di amministratori della provincia e candidati alle ultime amministrative, sembrava che questo consiglio potesse fare risorgere e far uscire a testa alta un Comune che non gode di una buona forma in sede di smaltimento di rifiuti. Una breve cronaca che riporta i fatti salienti del consiglio non potrebbe non accennare alla suddivisione in tre tempi.
Si comincia con le denunce nei confronti dell’amministrazione. Accuse più o meno dure (veritiere a seconda delle voci che si sentono) da parte dei militanti dell’UDC, Schillaci e Pitarresi, soprattutto nei confronti del Sindaco. Accuse arriveranno anche da parte dei tre consiglieri “figli unici” della minoranza, ma in misura molto più soft e diplomatica.
A questo primo tempo seguirà una lunga arringa del Direttore Generale del COINRES, Riccardo Incagnone, che si barrica dietro mille formalismi e leggi, che in fin dei conti gli danno il potere di emettere delle fatture molto salate, e non una parola sulle possibili assunzioni clientelari di cui ovviamente non sa niente perché è soltanto un tecnico.
Il pubblico in sala, molto numeroso all'inizio, tenderà a scemare, subito dopo, perché appunto debilitato da una siffatta relazione che non fuga alcun dubbio.
Come sempre il dolce viene alla fine: il responsabile al bilancio, dott. Tabone, e la dott.ssa Bazzi, che ha apposto la firma al contratto di servizio col COINRES, denunceranno che il debito del Comune di Villabate, in seguito al pagamento della fattura di un milione di euro emessa dal COINRES, potrà essere colmato soltanto con un aumento della tassa sui rifiuti del 61% su ogni bolletta.
A queste dichiarazioni la minoranza si troverà compatta sulla possibilità che la strada scelta dal Comune, cioè la solidarietà al consorzio, fosse “da buttare”, mentre non si ravviserà alcuna parola da parte della maggioranza che sembra essere sempre più suddita della Trinità di potere istituitasi sul banco dell’amministrazione.
Alcune voci fuori dal coro, Terranova e Di Peri, diranno la loro, poi, ovviamente, saranno pronti a ritornare fra le braccia del padre. E il Presidente del Consiglio, Corsale, si sorbirà i rimproveri del suo “principale” soltanto per aver svolto le sue funzioni istituzionali. Poi il silenzio.
Nessun consigliere di maggioranza ha posto il veto sulla considerazione di Scrivano che ha difeso l’operato del COINRES e lo ha anche elogiato. Nessun consigliere di maggioranza ha avuto il coraggio di opporsi alla visione tutta rosa e fiori dell’amministrazione. I consiglieri di Villabate è come se non esistessero: si limitano a dare l’assenzo alle proposte dell’amministrazione, sfuggendo così al loro compito che tutti gli elettori gli hanno conferito nel momento dell’elezione.
La diligenza dell’uomo medio della strada porterebbe a fare delle riflessioni sul non aumento che dovrebbe subire la bolletta dell’immondizia, perché se da un lato il credito che il COINRES vanta nei confronti del Comune di Villabate non è al momento esigibile, dall'altro, cioè quando lo diverrà, da dove usciranno i soldi per pagarlo se non dalle tasche dei poveri villabatesi? Di certo il Vicesindaco sa a che Santo votarsi se dà per certo che non vi sarà alcun aumento.
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