
COINRES: PARENTI DI POLITICI E CANDIDATI ALLE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE NELL'ELENCO DEI 120 NUOVI ASSUNTI. LA PROCURA DI PALERMO APRE UN FASCICOLO
di Emanuele Minnella
La bufera alimentatasi attorno alle 120 recenti assunzioni al COINRES si arricchisce di nuovi e inquietanti particolari. E siamo ancora all'inizio del primo capitolo. Quello che succederà nei prossimi mesi, per quanto prevedibile possa sembrare, in realtà, è ancora tutto da vedere.
La nostra storia, ricordiamo, è cominciata con un'interrogazione dell'on. Pino Apprendi, deputato all'Ars del PD, lo scorso 5 ottobre. Nel testo si chiedevano chiarimenti in merito alle modalità di assunzioni di circa 39 candidati che, sappiamo essere stati scelti da un agenzia di lavoro interinale -La Temporary- in maniera non del tutto trasparente, come poi ribadito nei vari consigli provinciali e comunali succedutisi al fatto.
A quella selezione, ne è seguita un'altra (in esame oggi), ancor più discutibile, perché avvenuta in contemporanea alla protesta degli operai del consorzio, in sciopero per mancato pagamento degli stipendi.
Un avviso di reclutamento, quello del 30 ottobre, scaduto appena una settimana dopo la sua pubblicazione, al quale hanno partecipato oltre 3000 candidati; una selezione che ha coinvolto appena il 10% di essi, i cui criteri di scelta appaiono ancora oggi un mistero, vista la mancata convocazione ai colloqui denunciata dal resto degli esclusi.
Questi, in definitiva, alcuni degli elementi a nostra disposizione per tracciare un primo bilancio della faccenda. Potremmo dire un bilancio in rosso, come rossa è pure la situazione patrimoniale del consorzio, il cui debito, che sembra sfiorare i dieci milioni di euro, per nulla ha scoraggiato il Consiglio di Amministrazione dell'ente, viste le nuove 120 assunzioni, il cui costo (pare circa un milione e duecentomila euro l'anno) finirà per gravare sulle tasche dei cittadini.
Grave. Gravissimo. Ed è solo l'ennesimo scandalo made in Italy: un misto di cattiva amministrazione, i cui attori principali sembrano non esserne coinvolti anche emotivamente, e di clientelismo mal celato, dato che nomi e cognomi degli assunti sarebbero venuti a galla, prima o poi, fugando definitivamente ogni ragionevole dubbio.
Qualcuno ha già battezzato il caso “Parentopoli”, a ragion veduta si direbbe, perché ci sono proprio tutti nell'elenco dei nuovi assunti: figli e fratelli di assessori, parenti di consiglieri comunali, sindaci e politici sconfitti alle ultime elezioni amministrative; immancabili, ovviamente, i soliti noti amici degli amici.
I nomi, pubblicati sul sito di “La Repubblica” e divenuti oggetto di sdegno e di pettegolezzo, come non si verificava dai tempi delle municipalizzate di Cammarata & Co., si tradurranno in voti tra qualche mese, quando i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere i propri rappresentanti alle provinciali. Uno scambio vantaggioso, dunque, per quasi tutti i partiti di “casa nostra”.
Ma non è solo il vincolo di parentela a guadagnare il gradino più alto dello scandalo. Dentro ci sono pure operatori ecologici dal curriculum non proprio eccezionale e autisti di comprovata esperienza, ancora con il foglio rosa; anche a Villabate.
Sono stati assunti tutti con un contratto di sei mesi, la cui proroga sembra non essere stata messa in discussione da alcuno, tranne che dalla Temporary stessa, che sui contratti guadagnerà per l'appunto il 2%, e che si farà anche carico di pagare loro lo stipendio per i primi sei mesi.
Inutile rimediare al danno in conferenza stampa. Vi hanno partecipato, ma senza dir nulla, lo scorso 8 gennaio, il Presidente del COINRES, nonché assessore provinciale, Raffaele Loddo (F.I.), il Direttore Generale Riccardo Incagnone (ex Sindaco di Bolognetta eletto nelle file di Rifondazione comunista e assunto dal COINRES prima della scadenza del suo mandato) e lo stesso Presidente della Provincia, Francesco Musotto. Assente la Temporary.
La procura di Palermo ha intanto aperto un fascicolo sul caso dopo i numerosi esposti giunti alla magistratura da alcuni cittadini di Bolognetta che vogliono vederci chiaro, nonché dello stesso on. Apprendi.
Non c'è ancora un'ipotesi di reato, ma pare che la questione giungerà anche all'esame della Commissione Antimafia, dopo le dichiarazioni di Beppe Lumia, su presunti interessi mafiosi dietro le selezioni, e le critiche durissime del segretario siciliano di Rifondazione Comunista, Giusto Catania, respinte a furor di popolo, ma solo di quello delle libertà, dallo stesso Musotto.
Nel frattempo gli amministratori dei 22 Comuni consorziati (tra i quali anche Villabate), con un comunicato stampa apparso sul sito ufficiale del COINRES difendono la propria posizione. Si dichiarano stupiti, amareggiati e frustati per le accuse di cui sono stati fatti oggetto negli ultimi mesi e attaccano i mezzi di informazione per l'acredine utilizzata nelle espressioni e la strumentalizzazione dell'intera vicenda.
Come se lo sciopero, il debito e la parentopoli fossero una montatura mediatica e non l'ennesima questione di ordinaria amministrazione X italiana.
E mentre in quasi tutti i comuni della provincia si convocano consigli straordinari, per saperne di più, ma anche per presentare mozioni di sfiducia e chiedere le dimissioni dell'intero CdA, quello di Villabate sembra non essere affatto scosso dall'accaduto; eccezion fatta per un'interrogazione depositata qualche mese fa, a firma di Valenza, Garbo e Retaggio, la cui risposta, poco esauriente, non prometteva alcun spiraglio di luce.
Eppure le dimissioni dell'assessore Lo Maglio, potevano rappresentare certo una occasione, lo spunto per una riflessione approfondita sull'argomento. Ma non è successo nulla. Le motivazioni addotte a quelle dimissioni, per quanto lineari potessero apparire, col senno di oggi, hanno imboccato qualche curva. E attraverso una scorciatoia degna dei migliori navigatori satellitari, hanno riportato il Lo Maglio a casa sua, sano e salvo.
Più svegli di noi ad Altavilla Milicia, dove quattro consiglieri di opposizione hanno presentato una mozione in cui viene chiesta addirittura l´uscita del Comune dal consorzio, e a Bagheria, dove l'UDC, che ricordiamo essere nella minoranza, ha persino affisso dei manifesti per le vie del paese, tuonando un “Vergogna” contro l'amministrazione del Sindaco Sciortino, che in seguito allo scandalo, ha lasciato la Vicepresidenza del COINRES. Non senza polemiche.
Dei 120 assunti non sapeva nulla, ha dichiarato agli organi di stampa. E noi vogliamo credergli dato che, fisicamente parlando, un aereo lo aveva condotto addirittura negli Stati Uniti, il mese di dicembre.
Ma qui viene il più bello. Non ne sapeva nulla persino il Presidente Loddo. Povero Incagnone! Lui non può dire diversamente, dato che sui contratti c'è la sua firma. Ha detto, invece, tanto, e lo ha fatto con poche parole, Orazio Giordano, responsabile della Temporary: “Le pressioni da parte di politici ci sono state, ma non hanno avuto alcun seguito: non siamo disposti a perdere la credibilità e la faccia”. Una bella faccia tosta. La storia si ripete? Nel nostro caso, continua.
GLI ASSUNTI A VILLABATE
Sono dodici i cittadini di Villabate assunti al COINRES. Operatori ecologici, autisti e sorveglianti le qualifiche a questi attribuiti. Ovviamente non li vedremo mai spazzare le nostre strade. Forse quelle di Misilmeri e di Ficarazzi. Svolgeranno così il loro servizio lontano dagli occhi indiscreti dei villabatesi, maliziosi, e pronti ad attribuir loro questa o quella parentela. Non ci è dato sapere se, come e quando hanno svolto il colloquio di selezione, né i requisiti da questi posseduti. In paese, però, corre voce che gli stessi abbiano già manifestato una certa indolenza sul posto di lavoro; che siano, cioè, poco inclini all'assolvimento dei propri compiti. Si vocifera di autisti che rischierebbero la vita, se si mettessero davvero al volante, lungo la via che porta a Bellolampo (della serie, “Figghiuozzu si vo travagghiari va pigghiati ri cursa a patenti!”). E pare che i più giovani non si sentano molto a proprio agio con quelle scope in mano (evviva l'umiltà). Voci di cortile? Vuci ri populu! E noi che non abbiamo avuto modo di verificare nel dettaglio, ci limitiamo a raccogliere tali elementi con le pinzette. Intanto, eccovi nomi e cognomi di Lor Signori: Derelitto Piero, Di Salvo Giovanni, Firriolo Ivan, Fontana Agostino, La Rosa Francesco, Morici Santo, Ogliastro Serafino, Pitarresi Domenico, Pitarresi Francesco, Romano Giulio, Saimeri Emanuele, Sciacca Ivan.
1 commento:
complimenti ...continuate cosi...fate sentire la voce della giustizia...firmato un villabatese
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