
VIAGGIO NELLA REALTÀ DI FONDO VITALE, IL QUARTIERE SEDOTTO E ABBANDONATO DALLA POLITICA E DAI SUOI VIZI
di Giuseppe Vitale
I casi popolari. Così allegoricamente, ma esattamente, viene identificato un quartiere periferico del nostro paese: è Fondo Vitale con le sue vie, Alfa XI, Michele Reina e chissà quale altra stradella inglobata in questa singolare borgata.
Per dovere di cronaca, va precisato che, a Villabate, oltre che nel suddetto quartiere, le abitazioni popolari sono presenti anche altrove; tuttavia l’unica zona che sembra riversare nelle stesse condizioni di Fondo Vitale, cioè con le medesime caratteristiche di ghetto per lo più isolato dal resto del paese, è quella di via Messina Marine, dove, a quanto pare, la situazione sembra essere ancora più critica.
Per capire con quali modalità e con quali strani criteri si sono costruite queste “cattedrali nel deserto” dovremmo andare indietro sino agli anni ottanta, anni floridi per l’edilizia filo-mafiosa.
Ma poiché, è inutile piangere laddove tante lacrime si sono già versate, faremo a meno di carpire certe informazioni che servirebbero solo ad alimentare un fiume di lacrime già in piena.
La casa popolare, di cui solo recentemente si riparla per risolvere il problema dei cari affitti e del mutuo-ergastolano, dovrebbe essere un diritto e non una discriminazione!
E intanto le 147 famiglie e le 541 persone (e scusate se sono poche) residenti in Fondo Vitale, come vivono la loro storia?
Beh! Considerando che sono passati circa diciotto anni da quando gli alloggi sono stati, in malo modo, assegnati, e che da altrettanti anni io stesso ci abito, vi fornirò la mia visione, forse personalistica, ma alquanto veritiera.
La mia intenzione, non è quella di mettere altra legna sul fuoco (come per dire oltre ai problemi, anche le bastonate) bensì quella di far alzare le fiamme affinché, chi non le avesse ancora viste, quantomeno ne senta il caldo ardore.
Dacché la memoria mi accompagna, i casi popolari sono sempre state terra franca, terra di nessuno, o meglio terra appannaggio esclusivo di chi ci vive.
Qui la vita scorre ogni giorno apparentemente in modo placido. Fin troppo direi.
I residenti, avvezzi al solo contesto, non sembrano preoccuparsi del loro presente, fatto di solitudine e isolamento. Figuriamoci se dovessero preoccuparsi di affrontare, con atteggiamento inverso, un futuro incerto.
Con non poche difficoltà, tutto ciò può risultare comprensibile. È invece inaccettabile la sordità e l’insensibilità della società istituzionale che da sempre (e fino ad ora) ha mostrato verso questi abitanti, già penalizzati da condizioni congenite, e costretti a rinunciare a dei diritti elementari, sicuramente garantiti con maggiore facilità ai loro concittadini (ma qui il paragone non regge).
Ed è semplice capire come un quartiere abbandonato alla propria quotidiana follia, dove le uniche relazioni sociali si intrattengono per mezzo dei numerosi (e menomale) venditori ambulanti, unici veri visitatori-animatori, in concorrenza con la pseudo azione repressiva delle forze dell’ordine diventi lo scenario perfetto di: dispersione scolastica, sfruttamento del lavoro minorile, disoccupazione, emarginazione, disagio, violenza, delinquenza (e mi fermo qui per non farla ancora più dissacrante). Eppur vero, però che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.
Per un attimo avevo dimenticato la massiccia presenza della politica, quella partitica, intendo. Puntuali come gli orologi svizzeri, i politici di turno, quando è tempo di elezioni, sembrano ricordarsi dei quartieri periferici. Ed ecco spuntare manifesti, volantini, buste di spesa per i più bisognosi, vassoi di pasticcini per i palati più fini, promesse di lavoro, e quant’altro. Grande operazione di marketing!
Poi comunque sistematicamente il vuoto. Una volta finite le elezioni, un ringraziamento per megafono, qualche piccola festicciola e lì si interrompe il compito della politica. Vale per i vinti e per i vincitori!
Sono sicuro che qualcuno si stia già nervosamente agitando su quella sedia, come segno di disapprovazione. Ed in effetti, dal canto suo potrebbe avere ragione.
Infatti da un anno circa, ovvero dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, qualcosa sta cambiando (!?!).
Non me ne voglia nessuno, ma non ne sono convinto. Soprattutto perché, gli sporadici interventi di facciata (come pulire il giardino antistante all’asilo tra l’altro una sola volta) dovrebbero essere ordinari lavori di cui non dovremmo certamente discutere. Ma si sa, Villabate è l’eccezione.
Voglio ricordare che già nel cartellone delle attività estive, organizzate dal Comune, spiccava una serata a Fondo Vitale, con relativo cantante popolare palermitano che cantava in napoletano, Mister Gianni Vezzosi (di cui non voglio fare commento alcuno sulla sua professionalità). La serata ha riscontrato un gran successo, sia tra i villabatesi che tra i cittadini dei paesi limitrofi, a tal punto da invadere il quartiere. Roba da Tatangelo!
Di contro, mezza dozzina di pattuglie erano accorse per vigilare su chissà quale noto motivo.
Forse dovrei pensare che erano anche loro fans di Gianni?
Non capisco a quale scopo si sia realizzata una serata del genere, in un quartiere con già precarie condizioni culturali.
Forse per evitare una folla variopinta in piazza della Regione? O più semplicemente per mantenere una promessa pre-elettorale?
Se l'intenzione degli amministratori era quella di ridare vita ad un quartiere abbandonato, intenzione peraltro apprezzabile, a mio parere, hanno optato per la soluzione più erronea possibile.
Peccato che le buone intenzioni siano svanite così come svanisce una stagione!
Ammetto che possono essere inezie, quelle appena dette, ma nonostante il tempo trascorso e l'uso frequente di Malox è stato un boccone amaro mal digerito, che finalmente ho rigurgitato.
Ma vogliamo parlare delle condizioni delle strade, con buchini, buche e buconi?
Meglio non precipitarci in affermazioni azzardate, visto che il Comune ha già avviato la gara per il rifacimento di 120 strade. Saranno forse incluse anche le strade di via alfa XI e company? Chi vivrà vedrà!
Anche se considerando quanto già avvenuto in altre occasioni è facile intuire come andrà a finire. Mi riferisco in particolare alla collocazione dei cassonetti della raccolta differenziata, di cui Villabate è stata munita da diversi mesi, mentre a Fondo Vitale non se ne vede ancora nemmeno l’ombra.
Anzi sembra essere il luogo ideale (per non abusare della parola discarica) per disfarsi delle cose più disparate.
Traendo spunto dalla questione rifiuti, argomento quanto mai scottante (vedi la tragedia di Napoli, vedi la soap-opera Coinres), ne approfitto per sollecitare il Comune ad avviare una campagna seria di sensibilizzazione in materia, se non vorremmo ritrovarci fra qualche anno nelle stesse condizioni di Napoli.
E ricordando al Sindaco, in quanto primo cittadino, nonché capo dell’amministrazione, che la tassa sui rifiuti è pagata anche dagli abitanti di Fondo Vitale, di provvedere all’ubicazione dei cassonetti per il riciclo della spazzatura.
Attendiamo risposte, anzi fatti!
1 commento:
bell blog davvero, complimentoni a tutti, ciao x Emanuele e Francesco
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