
ANALISI DI UN APRILE INCANDESCENTE
di Erica Prestigiacomo
Chi, nel corso di queste ultime settimane, non ha accostato l’immagine del proprio paese a quella di Napoli? Da Bagheria a Villabate, passando per Ficarazzi…. è bastata qualche ora per capire che ancora una volta gli operatori ecologici stessero scioperando. E l’azione apparirà prevedibile se si pensa che, per tutto il mese, le notizie in merito alle sorti del COINRES sono state tanto contraddittorie quanto minacciose: si è parlato di fallimento prima e di commissariamento poi, si è temuto per le ripercussioni contrattuali conseguenti ad un’eventuale cessione del consorzio ad una società settentrionale, si è paventata la possibilità di aggirare il consorzio, pagando l’AMIA affinché effettuasse per sei mesi il servizio fino ad ora svolto dagli operai COINRES, che di conseguenza sarebbero stati costretti a restarsene a casa. Intanto, viene a galla che il COINRES in questi due anni e mezzo non ha versato all’INPS i contributi mensilmente detratti dalle buste paga degli operai, e che i 103 € mensili versati da ognuno di loro per il TFR non sono mai giunti a destinazione. Come se non bastasse, è emerso anche che tutti quegli operai che hanno accettato di estinguere finanziarie e prestiti vari cedendo un quinto del proprio stipendio, pur avendo regolarmente visto sottrarselo…. Sono stati protestati! Così, inspiegabilmente (?) abbandonati dai sindacati, gli spazzini di ogni paese hanno ripreso lo stato d’agitazione.
Indimenticabile per gli operatori villabatesi la notte di domenica 20, che li ha visti trasformarsi da spazzini a mezzi eroi. Infatti, mentre i roghi di spazzatura scaldavano le notti bagheresi, per paura che anche i cassonetti villabatesi finissero con l’essere dati alle fiamme, danneggiando non soltanto le attività commerciali più prossime ai cassonetti, ma anche i veicoli presso di essi posteggiati, gli operai hanno sospeso lo sciopero per ripulire dai rifiuti le strade più a rischio. Appena in tempo. Già durante le operazioni di pulizia arrivavano infatti le notizie degli incendi ai cassonetti siti nella zona cimiteriale e nel corso principale. Fin qui niente di eroico. Il fatto è, che gli operai assunti dalla Temporary e il regolare personale di Bagheria e Ficarazzi, avevano così calorosamente espresso il loro dissenso per il ritorno all’opera dei colleghi, che per paura di ritorsioni gli operai sono stati scortati nella loro attività da vigili e carabinieri.
In conclusione, gli operai sono stati precettati, ma il loro sciopero ha se non altro riscosso un qualche successo: nell’arco di un paio di settimane sono stati versati gli stipendi di febbraio e marzo. Va però segnalata una curiosa anomalia: poiché i diligenti contabili dell’azienda hanno in più occasioni sbagliato le buste paga, buona parte degli operai si è ritrovata a percepire in meno, da dicembre ad ora, una cifra oscillante intorno ai mille euro.
Per dovere di cronaca, va segnalato che l’insonne notte del 20 aprile, è stata trascorsa per strada anche dal sindaco Di Chiara e dall’assessore Cilluffo, i quali sono stati vicini agli operai in rivolta al punto da aver lottato non soltanto contro l’opposizione, ma anche contro alcuni membri della stessa maggioranza pur di versare al COINRES 475.000 €, anticipando le rate dovutegli fino a luglio, a patto che venissero pagati gli stipendi. Ma di fatto continuando così, con buona parte dei comuni del consorzio che continuano ad essere insolventi, con una discutibile gestione amministrativa, con le spese di manutenzione da sostenere (Villabate non ha più mezzi, perché non ci sono fondi per riparare quelli in suo possesso), con l’AMIA che esige il pagamento per il versamento dei nostri rifiuti nella discarica di loro proprietà, con i fornitori che reclamano il saldo per i beni ceduti (primo fra tutti il carburante), e con gli stipendi da pagare … il clima incandescente di aprile minaccia di protrarsi ad oltranza. E il futuro appare più che incerto proprio grigio. Grigio fumo.




