
FRATTURA POLITICA ALL'INTERNO DI FORZA ITALIA. TERRANOVA: "È TUTTA COLPA DEL SINDACO". MA LA MAGGIORANZA NON È A RISCHIO
di Francesco Minnella
Una folla così non si vedeva dal primo consiglio comunale. Quella mattina chi non aveva acquistato il Giornale di Sicilia non avrebbe mai immaginato ciò che sarebbe accaduto. Io ero tra questi.
Una seduta del consiglio comunale ordinaria, come ce n'erano state parecchie fino ad allora. Prende la parola il Capogruppo di Forza Italia, Nino Terranova; comincia a borbottare parole prive di senso, ma che di lì a poco avrebbero lasciato l'aula tra l'incredulità dei consiglieri di opposizione e l'imbarazzo di tutti quelli della maggioranza.
Parole durissime, ma anche coraggiose, considerata la sua posizione, quelle di Terranova. L'intervento confuso, e interrotto più volte dallo stesso Presidente del Consiglio, Corsale, era un'aggressione rivolta al Sindaco e al suo vice, Scrivano. Gli stessi, accusati di essere responsabili di un complotto politico ai danni di Terranova, se ne stavano in silenzio ad ascoltare.
Oggetto della discussione, in sintesi, una lettera a firma del gruppo di Forza Italia, con la quale si denunciava l'operato distorto dell'assessore al bilancio Giuseppe Scrivano. Pare che quest'ultimo, una volta vinte le elezioni e acchiappata la sua delega, avesse cominciato ad operare a titolo personale, ignorando sistematicamente le direttive impartite dal suo rispettivo gruppo. Lettera protocollata, alla quale il Sindaco, invitato anche a fare tre passi indietro, non aveva dato seguito.
L'intervento prosegue con un ammonimento rivolto all'assessore Centorbi e al Presidente Corsale, i quali, sempre secondo Terranova, avrebbero fatto il bello e il cattivo tempo, prima appoggiando il contenuto di quella lettera, e poi rifiutandosi di firmarla. Sembrava di stare ad un congresso di partito, piuttosto che ad un consiglio comunale.
Giusto per fare un po' di chiarezza, a rischio c'era il ruolo di capogruppo di F.I. Da quella sera non sarebbe stato più Terranova a ricoprire l'incarico, ma il suo compagno di partito, Esposito. La decisione era stata maturata dai restanti membri del gruppo all'insaputa del diretto interessato.
Terranova non ci sta. Conferma di essere l’unico capo gruppo riconosciuto dagli organi provinciali del partito. E non ci sta nemmeno il consigliere Di Peri, anche lui di F.I., che ci tiene a sottolineare come questa scelta fosse stata un atto poco trasparente. Polemiche che hanno trovato spazio, nei giorni seguenti, anche su un giornale locale, con due lettere a firma di Terranova, capogruppo.
Morale della favola: a Villabate non si capisce ancora chi sia il capogruppo di F.I.. Pare che ce ne sia uno di troppo. Non ci risulta comunque che la maggioranza sia a rischio: nonostante le accuse e i veleni, i due consiglieri, Terranova e Di Peri, ne appoggiano comunque le scelte, risultando per certi versi ambigui.
In effetti, non vi è da stupirsi se in consiglio comunale l'opposizione continua a rivolgersi direttamente alla giunta senza neppure considerare la presenza degli altri consiglieri di maggioranza. Alcuni di essi non hanno mai avuto voce in capitolo.
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