
di Emanuele Minnella
Cos'altro é se non un miracolo? Forse é solo l'ennesima illusione di poter voltare davvero pagina.
In meno di due anni i vertici di Cosa Nostra sembrerebbero stati cancellati.
Un anno e mezzo fa era toccato a Bernardo Provenzano. Oggi a Lo Piccolo.
E su quest'ultima cattura possiamo azzardare solo una conclusione: se la mafia appare inattaccabile é soltanto perché la classe dirigente del nostro paese, nei suoi confronti, si é sempre mostrata debole, sottomessa e collusa.
E' assolutamente scandaloso che siano i politici nostrani a dirsi soddisfatti del lavoro di magistrati e inquirenti, quando sono i primi a tollerare e giustificare i comportamenti discutibili dei propri colleghi, inquisiti e non certo al di sopra di ogni sospetto. E il riferimento non é né generico, né puramente casuale.
Quello nel quale viviamo non é affatto un paese normale. Mentre i pubblici ministeri chiedono in tribunale la sua condanna per favoreggiamento, Il nostro caro Presidente Cuffaro viene sommerso di abbracci solidali e resta inchiodato alla sua poltrona, come non potrebbe mai accadere altrove.
Per non parlare di Marcello Dell'Utri, braccio “sinistro” del Cavaliere, di Mastella, di Mannino, di La Loggia e così via, fino all'ultimo seggio occupato. Tanto a Roma quanto nei più piccoli comuni della penisola.
Su Lo Piccolo si é detto di tutto. Era davvero diventato l'unico erede al trono di Bernardo Provenzano? Certamente dopo la cattura di “Binnu u Tratturi” era rimasto lui a comandare i traffici illeciti di droga e il giro delle estorsioni sul territorio di Palermo. E tra le carte sequestrate nella villetta di Giardinello ci sarebbe anche la prova di tutto questo: una mappa contenente il dettaglio dei mandamenti controllati dal boss durante la sua latitanza. Ma non solo. La polizia avrebbe raccolto anche tutta una serie di informazioni e di prove schiaccianti su presunti fiancheggiatori vicini a Lo piccolo. Prove che dovrebbero portare in cella, nei prossimi mesi, un numero indefinito di personaggi in odore di mafia, ma anche tante belle facce pulite.
La giustizia sembrerebbe dunque trionfare. Ma siamo davvero a un passo dalla fine della mafia?
Di certo Cosa Nostra, considerata dal punto di vista dell'organizzazione criminale, non é invincibile.
Forse se a fianco dei magistrati camminassero parallelamente anche la società, l'economia e, non per ultima, la classe dirigente del paese per Cosa Nostra sarebbe davvero la fine.
E forse non sarebbe neppure difficile, chiudere anche l'argomento per sempre.
Grasso appartiene, infatti, a quella categoria di magistrati che stanno simpatici alla politica: per lui la vita all'interno della Procura di Palermo, fin dal suo insediamento (1999), é trascorsa molto più serenamente che per i suoi predecessori (pensiamo al povero Caselli, peccatore per aver inquisito u zu Giuliu).
E quando un Procuratore come Grasso, così eccezionalmente simpatico a tutti, diventa anche nazionale, ogni dubbio sul metodo e sul risultato della sua opera, manifestata da buona parte della migliore magistratura (per intenderci, quella che negli anni novanta ha lavorato anche a fianco di Falcone) é destinata a passare in secondo piano.
Certo, se pensi agli anni delle latitanze dei padrini, alle fughe di notizie, alle operazioni fallite, puoi anche stappare quella bottiglia di spumante davanti alla Questura (come hanno fatto i giovani di Addiopizzo) con l'assunto “Meglio tardi che mai”. Ma se pensi anche al numero ridicolo di procedimenti a carico di uomini dello Stato collusi, che negli stessi anni si sono istruiti e a come sono andati a finire, puoi dirti contento solo per metà. E allora ti verrà difficile pensare che il domani sia un altro giorno. Che d'ora in poi le cose andranno diversamente.
1 commento:
...magari è solo un illusione, ma di questo si deve anche vivere. E di tanto in tanto a bussare non è solo la delusione. Sarà un granello di sabbia, raccolto in mezzo ad un deserto di tanti sogni andati a male, incarogniti e perciò preda di mille sciacalli. Ma finchè anche uno solo fra i sogni oserà sfidare il deserto, pure un granello di sabbia strappato sarà linfa per i sogni e condanna per gli sciacalli.
La mafia (e non solo) sguazza proprio nel deserto di sogni in putrefazione.
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