
SENSO UNICO SÌ? SENSO UNICO NO?
UNA SCELTA (DI) CHIARA: REFERENDUM PER TUTTI
di Emanuele Minnella
A Villabate tira aria di Democrazia partecipativa. Per chi riesce a sentirla, questa aria, puzza anche di scarico idrocarburico, ma a meno che non siate intolleranti, al punto da prendervela con voi stessi (soprattutto quando siete alla guida del vostro mezzo), respirarla a pieni polmoni é il minimo che si possa fare.
Oggi il pluri-annunciato referendum sul senso unico sembra sia diventato l'unica soluzione possibile all'imperante caos cittadino: clacson impazziti, automobilisti furibondi in coda, a Piazza Figurella, davanti all'ufficio postale, all’incrocio di Via Tenente Morici.
Inutile, in questo caso, sottrarsi alle responsabilità. Se l'agenda politica della nuova Amministrazione include anche una discussione sul “Piano traffico”, la scelta di consultare i villabatesi risulta quasi obbligatoria. E’ lo stesso Assessore Gaspare Centorbi ad annunciarlo: “il referendum S'ha da fa!”
E come spiegare ai cittadini, contrari al voto, che si andrà alle urne solo perché le promesse vanno mantenute? Questa é la classica domanda che non ammette alcuna risposta.
La questione, infatti, non va spiegata, ma accettata. Del resto la coalizione di Di Chiara l'aveva inserito, come primo punto, all'interno del programma elettorale. Lo stesso programma che ha poi condotto la sua lista alla, per nulla sorprendente, vittoria.
E da villabatesi, dovremmo sentirci tutti orgogliosi di una classe dirigente così avversa al tradimento dei suoi elettori. Essa ha deciso di tener fede alle promesse. Certo, qui occorre far notare come, in tema di viabilità, la “promessa di referendum” sia anche la più facile da mantenere. E di questo ce ne renderemo conto solo quando sulla scrivania del Sindaco arriverà pure l’ambizioso progetto della metropolitana.
Ad ogni modo, poiché ogni cosa ha un suo prezzo, in questo caso l'operazione ci costerà parecchi quattrini. Tutti ancora da quantificare. E sarebbe troppo imbarazzante presentare il conto alla Giunta solo perché ha deciso di realizzare il suo programma di governo.
A dire il vero, sulla faccenda del referendum, si potrebbe anche sostenere un'ipotesi alternativa e, al tempo stesso, convincente: quella secondo la quale il Primo Cittadino non voglia assumersi la responsabilità di una questione tanto spinosa, quale l'abolizione o la riconferma del senso unico. Le argomentazioni a sostegno di questa interpretazione sarebbero tante, ma qui basti accennare la più cattiva: il Sindaco rendendosi conto dell'inutilità di qualsiasi soluzione, decide di abbandonare i cittadini al loro tragico destino senza sporcarsi le mani. Ed effettivamente come dargli torto. Qualunque sua scelta lo esporrebbe a critiche non del tutto piacevoli. Di fatto ci istigherà al suicidio collettivo, attraverso una consultazione tanto obbligata quanto inutile. E la faccenda non fa una piega. Per quale motivo dovrebbe essere solo la Giunta ad assumersi la responsabilità di una decisione riguardante tutta la cittadinanza? Mica sono nostri rappresentanti loro! Eppure dovrebbero accompagnarci, così come nella buona, anche nella cattiva sorte. E possiamo star certi che, in questo caso, lo faranno. Specie se non si raggiungerà il quorum del 50%. La cifra utile per la validità del voto.
Ufficialmente l'amministrazione si dichiara pronta ad accettare la volontà dei villabatesi, qualunque essa sia. E il Sindaco sa il fatto suo, preferendo arrivare a questo agognato traguardo senza perdere l'equilibrio.
Lo stesso equilibrio mantenuto, con stile, pure in Consiglio Comunale. In particolare quando é stata presentata, dal Consigliere Garbo, la mozione sull'istituzione “immediata” dei parcheggi con disco orario. In quella occasione Di Chiara é intervenuto proponendone una timida sperimentazione. Talmente timida da risultare anche sorda alle orecchie della sua maggioranza, contraria a quel provvedimento. E la decisione sui dischi orari rimane conseguentemente “congelata” al dopo referendum, assieme a quella sul bus navetta.
Quanto prima (forse in primavera) saremo, dunque, chiamati a risolvere il paradigma “senso unico sì, senso unico no”. Non ci é dato sapere ancora la data del voto. Ma non ci vorrà tanto a capire, alla fine della vicenda, che si sarà fatto tantu traficu pi nenti.
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