
MENTRE IN TUTTA ITALIA FERVONO LE ATTIVITÀ DEL NASCENTE PARTITO DEMOCRATICO, IL CENTRO SINISTRA VILLABATESE REGISTRA UN PERIODO DI STAND-BY. PER MEGLIO COMPRENDERNE LE RAGIONI ABBIAMO INCONTRATO I DUE EX LEADER LOCALI.
di Erica Prestigiacomo
Sono trascorsi circa due mesi dalla fondazione del Partito Democratico, nato col proposito di unire Democratici di Sinistra e Margherita. E’ un fatto risaputo che i due partiti, a Villabate, abbiamo un vasto elettorato; ed è facile dunque immaginarsi che buona parte di tali sostenitori confluirà nel PD. Eppure, nonostante lo scorso ottobre anche nel nostro comune si siano svolte le primarie, nessun’ altra attività congiunta sembra aver avuto luogo. La paralisi politica che aleggia sul nostro paese sembra aver colpito il centro sinistra. O c’è dell’altro? Ne abbiamo parlato con Domenico Di Vincenzo e Salvatore Tesauro, ex leader locali rispettivamente della Margherita e dei Ds.
Per entrare nel merito, ci spiegate cosa vi ha spinti ad aderire al Partito Democratico?
Di Vincenzo: Ringrazio la redazione del Magazine per avermi offerto l’opportunità di rispondere, con chiarezza, alle insinuazioni comparse nel numero di novembre di “4 Quarti”, ingiuste poiché, oggi più che mai, Villabate e i suoi abitanti, mi stanno a cuore, e, in particolare, il futuro delle fasce sociali più deboli, i giovani e gli anziani. Non ho, pertanto, cambiato interessi né mai ne ho avuti di “personali”. Credo che l’autore dell’articolo citato abbia svolto una analisi superficiale e inadeguata alla complessa e multiforme realtà del nostro paese. Ignora i percorsi complessi e contraddittori, le difficoltà concrete e le pochezze verificatisi nel corso dell’ultima competizione elettorale. Il risultato colto, quale candidato a sindaco, è stato un lusinghiero e fruttuoso impegno di pochi e leali sostenitori. La mia adesione al Partito Democratico, annunciata già nella lettera di ringraziamento agli elettori, a conclusione della campagna elettorale, non è altro che il naturale sbocco di una vocazione politica. Da segretario mi sono battuto, all’interno del partito e fuori, affinchè prevalesse lo sforzo unitario e la convergenza della Margherita con i Democratici di Sinistra e con le altre forze politiche del centro sinistra (Italia dei Valori e Liste civiche), accettando la sfida, in prima persona, proprio mentre vi erano spinte centrifughe e disgreganti. Ho pertanto aderito al PD, convintamente, anche se ho, nelle sedi opportune, sottolineato come, soprattutto nella realtà di Villabate ma anche nel resto del Paese, occorresse andare oltre il Partito Democratico, guardando con attenzione alle realtà autonomiste ed alle aggregazioni moderate di centro. E ciò per superare l’empasse minoritario e sviluppare una cultura di governo e non di opposizione. Il partito Democratico sin dalle sue prime mosse è chiamato a questo difficile compito: governare, senza illusionismi, restituendo la speranza ai cittadini in un cambiamento possibile.
Tesauro: La spinta principale è quella di lanciare una politica nuova accanto alle forze moderate del territorio nazionale, dove il connubio tra forze progressiste e moderate può avere un grosso riscontro elettorale al fine di potere governare sia il nostro paese che l’intero territorio nazionale.
Nonostante i dati dimostrino che il PD a Villabate potrebbe avere un consistente bacino di sostenitori, non ne esiste ancora una sede politica locale. Perchè?
Di Vincenzo: Questo è stato un serio e irrisolto problema per “la Margherita” di Villabate. Mi auguro che i nuovi organismi dirigenti del PD pongano ciò nell’agenda delle priorità e che si approntino gli strumenti di autofinanziamento per l’apertura di una sede, riferimento non solo per gli iscritti al partito ma anche per i simpatizzanti e per i cittadini.
Tesauro: Questo è pure vero. Infatti siamo in un momento di transizione e di riorganizzazione del nuovo soggetto politico e intendimento di procedere immediatamente ad un’assemblea costituente aperta a tutti i cittadini, dove ognuno potrà esprimere un candidato alla guida del PD di Villabate. In questi giorni si sta procedendo a creare il gruppo unico al Consiglio Comunale con i consiglieri comunali eletti nelle liste del centro sinistra.
Pur partendo dagli stessi presupposti, la politica comunale differisce inevitabilmente da quella esercitata a livello nazionale. Pensate che le due anime del PD possano convivere nel contesto villabatese?
Di Vincenzo: A mio parere non si deve parlare di due anime del PD intendendo la provenienza di taluni dalla Margherita e talatri dai DS. Probabilmente vi sono due anime, nel senso di quota parte di ex Margherita e di ex DS intenzionati a dialogare e altri che mal sopportano il processo che si è innescato. Ciò è vero tanto a livello nazionale che locale. A Villabate le cose – a dire il vero – appaiono anche più complesse poiché l’ambiente politico è fortemente intriso di veleni e di diffidenze che hanno origine nel passato non solo recente ma ciò non fa parte della politica con la P maiuscola bensì dell’opportunismo, del trasformismo e di interessi “particolari”. Sarà necessario isolare e contrastare questi elementi disgreganti, incoraggiando l’emergere di nuovi soggetti, di una nuova classe dirigente, libera da condizionamenti, giovane e prontamente matura, cioè con l’entusiasmo dei giovani e con l’esperienza dei più anziani.
Tesauro: Le due anime nel contesto villabatese devono necessariamente convivere. Bisogna lasciarsi alle spalle ogni sorta di divisione che nel passato le ha viste contrapposte. L’esperienza i8nsegna che l’unione tra queste forze può dare fiducia agli elettori nel poter dare una svolta alternativa ai governi del centro destra che fino ad oggi hanno governato e governano questo paese.
Tra i tanti attacchi che la Margherita e i Democratici di Sinistra si sono scambiati in questi anni, ricordiamo da una parte le accuse lanciate alla Margherita per la scarsa collaborazione alle attività svolte dai DS nell’ambito della lotta alla mafia locale, nonché le svariate denunce di collaborazionismo con la destra locale, dall’altra il biasimo della Margherita per la chiusura “diessina” al dialogo con le altre forze del centro sinistra. Beghe a parte, è comunque un dato di fatto che all’interno del locale Consiglio Comunale le posizioni dei due partiti abbiano differito su tanti punti cruciali. Ritenete sia davvero possibile riunire quegli stessi esponenti politici in un unico partito?
Di Vincenzo: Ritengo sbagliata l’interpretazione insita nella domanda per le seguenti ragioni: nel periodo nel quale ho svolto il compito di segretario politico della Margherita ho mantenuto un buon rapporto con i dirigenti degli altri partiti del centro sinistra. Non ho mai sottovalutato le iniziative di contrasto alla Mafia né ho mai avallato trasformismi o consociativismi nei confronti del centro destra. So che vi sono stati momenti, nel passato, nei quali tra taluni esponenti all’interno della Margherita e dei DS vi sono state accuse aperte o velate. Ciascuno elabora proprie convinzioni e spesso queste appaiono incoerenti con la storia dei partiti ma piuttosto dettate da preconcetti, pregiudizi o , peggio, interessi. Dopo le ultime amministrative, avevo prospettato un percorso che prevedesse la costituzione di un unico gruppo consiliare, all’opposizione e coerentemente con quanto avevo affermato in campagna elettorale. Purtroppo, ho immediatamente constatato che la mia volontà, non eletto in consiglio comunale, non coincideva con quella dei consiglieri eletti e che siedono tra i banchi dell’opposizione. Inoltre, ho ritenuto che la mia persona potesse in qualche modo essere di ostacolo al dialogo e, pertanto, ho “tolto il disturbo”. Ciò ovviamente non come espressione di disimpegno ma – se me lo consentite – come più alto senso del dovere e dell’interesse complessivo del nascente partito Democratico e del paese. Nulla osta che io possa nel presente e nel futuro essere coinvolto in iniziative e che possa dare il mio contributo da cittadino “libero”.
Tesauro: Come ho già detto nella risposta precedente il denominatore comune che deve unire queste forze politiche è sicuramente un progetto di legalità che deve essere l’asse portante per lo sviluppo dell’azione democratica intesa a governare questo territorio. La lotta alla mafia deve essere un punto cardine del nascente partito democratico, perché non può esserci sviluppo senza lotta alla mafia e al malaffare.
Nei mesi scorsi si è tanto parlato del “caso Garbo”: un fratello si candida tra le file del centro sinistra mentre le voci maligne sussurrano che il fratello sostenga, più o meno apertamente, il centro destra, dando adito al dubbio che all’interno del Consiglio Comunale possa trovare spazio un “franco tiratore”. Probabilmente si tratta soltanto di voci di piazza e non vogliamo entrare nel merito, ma è comunque certo che Lucia Schillaci, sorella di Domenico Schillaci (candidato a sindaco sostenuto dai locali partiti di destra alle scorse elezioni comunali) dopo essersi spesa con dedizione per la campagna elettorale del fratello, è tornata a sinistra. Non pensate che ciò mini ulteriormente la già discutibile credibilità della politica locale?
Di Vincenzo: Il caso “Garbo” ed il caso “Schillaci” sono il vezzo di una politica inconcludente da parte degli idealisti e utilitarista da parte degli iperconcreti. Lungi da me l’idea di dover esprimere giudizi morali o semplicemente etici. Aver fatto scoppiare il caso e non aver assunto decisioni (da parte delle segreterie provinciali di DS e Margherita) è stato sia un errore tattico che un errore strategico. Non sono responsabilità che mi si possono addebitare. Credo di aver operato con equilibrio ma con decisione. La politica locale deve assolutamente riconquistare la propria credibilità, non con un colpo di spugna né con oziose e ripetitive sterili discussioni ma con uno sforzo congiunto delle persone di buona volontà. Sedersi attorno ad un tavolo e ragionare del futuro. Si può fare. Ciascuno rafforzerà le proprie convinzioni o forse le modificherà. Di certo la storia recente del nostro paese e l’accurato esame delle candidature alle ultime amministrative e dei risultati conseguiti potrà fornire elementi di lettura e di valutazione.
Tesauro: Personalmente, non credo che Domenico Garbo sia un “franco tiratore”, mi risulta piuttosto che sia un sostenitore del nascente PD. E’ un dato di fatto manifesto a tutti i cittadini che Domenico Schillaci abbiamo scelto di candidarsi alle ultime elezioni con le liste del centro destra. Siccome i parenti non si scelgono, la figura di Lucia Schillaci in questo contesto non può definirsi figura sostenitrice delle scelte politiche del fratello. Mi risulta che anche lei sia una forte sostenitrice del PD, tant’è vero che alle elezioni delle primarie per la scelta del leader politico nazionale del PD è stata impegnata in prima persona, presenziando al seggio elettorale. Quindi non penso che ciò possa alienare la credibilità del PD, in quanto la scelta personale di dette persone è d’indubbia fede verso il PD. Indubbia. Indubbiamente. Qualora ci accontentassimo della sua risposta, un dubbio comunque sorgerebbe spontaneo: se la legge della parentela funziona sempre, perché allora si dice non sia valsa anche nel caso di Gioacchino Garbo? Ufficialmente Gioacchino Garbo ha sostenuto la candidatura del fratello nella lista della Margherita. Se, come qualche voce maligna dice, ha davvero sostenuto la candidatura a sindaco di Schillaci, né io né nessun altro può parlarne con cognizione di causa. Ma questa discussione la lascio alla coscienza di chi ha agito in campagna elettorale in maniera corretta o no.
Comunque in questo caso il nome di Schillaci lo ha fatto lei, io avevo semplicemente parlato di centro destra…Evidentemente le voci maligne hanno ampio raggio…. Ma torniamo a noi, prima di concludere vorrei una risposta sincera ad una domanda che riecheggia da mesi sulle bocche di innumerevoli cittadini villabatesi: perché disertate i consigli comunali? Si tratta di semplice disinteresse per una politica che non vi vede protagonisti, o ciò è il frutto di una più pragmatica delusione politica? (Vi prego di non risponderci con un banale “sono stato impedito da impegni personali”, perché di lettere con scuse del genere ne abbiamo già ricevute abbastanza.)
Di Vincenzo: L’impegno personale prosegue nel sociale e nell’attività professionale che svolgo. Seguire i consigli comunali è utile ed indispensabile ma, al momento attuale, la mancanza di interlocuzione con i consiglieri eletti e la volontà di concedermi una pausa di riflessione e di non sottrarre spazi ai più giovani mi spinge a sostare. Mi auguro emerga una nuova classe dirigente. Mi auguro, soprattutto, che ciò che non si è potuto realizzare nel corso delle precedenti amministrative possa divenire possibile prossimamente ma vi sono molte condizioni che devono verificarsi. Dovrà cambiare la mentalità dei cittadini villabatesi oltre che del ceto politico che aspira al buon governo. Vi è molta strada da percorrere e nutro un certo profondo scetticismo. Mi auguro che questa amministrazione non incorra in nessuna delle possibili cause di scioglimento e che possa saggiamente porsi il problema del rilancio della democrazia partecipativa sostanziale. Nutro un profondo scetticismo. La nostra comunità non è pronta. Non lo è stata nel corso delle precedenti amministrative. Non lo sarà ancora chissà per quanto tempo. I giovani prendano coscienza delle difficoltà e si attrezzino per far di meglio.
Tesauro: I consigli comunali sono sicuramente attenzionati dai dirigenti del nuovo PD. Tant’è vero che siamo in continuo contatto con i nostri consiglieri comunali sull’attività di controllo e di opposizione che quotidianamente viene svolta da questi.
Cosa prospettate per il futuro?
Di Vincenzo: Il futuro sarà probabilmente conseguenza di alcuni atti concreti che potrebbero rilanciare la politica nel nostro comune di Villabate. Si definiranno gli organigrammi del PD e si elaborerà una strategia per rimettere in movimento la politica. Personalmente proseguirò il mio impegno in maniera “discreta”, rispondendo con coerenza, con il peso del mio elettorato e, soprattutto, delle mie idee, in tutte le circostanze e contesti in cui venisse richiesto un mio intervento. Non escludo, tuttavia, la promozione di una associazione politico culturale trasversale a cui chiamare tutte quelle persone di “buona volontà” che mi sono state vicine nel corso dell’ultima campagna elettorale e che possano esprimersi in un’area sovra comunale.
Tesauro: Per il futuro prospettiamo una grande partecipazione alla vita politica della nostra comunità, inm cui i giovani devono essere protagonisti di sé stessi e della politica locale e nazionale.
I giovani? Vuol farci capire che esistono ancora giovani tra le file del centro sinistra? Sicuramente si, e spero che ritorni la fede politica che hanno smarrito in questi anni, sia perché un certo atteggiamento di minaccia che è stato palese in questi anni nel nostro territorio a causa della presenza mafiosa dentro le istituzioni, sia a causa di una politica che non li ha coinvolti in pieno.
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