
di Erica Prestigiacomo
Abbiamo appreso con piacere che il 28 agosto scorso è stata presentata al Consiglio Comunale, da A. Retaggio (Villabate Civica), una mozione firmata da ben 7 consiglieri comunali mirante al ripristino della Consulta Giovanile. Infatti, benché la sua istituzione risalga al 1991, questa per anni non è stata che un vago ricordo. Eppure sarebbe dovuta essere il punto focale su cui far vertere tutte le attività inerenti alle politiche giovanili. Lo statuto costitutivo la definisce come un organismo rappresentativo di tutte le organizzazioni giovanili operanti nel territorio comunale, che si configura come strumento di dialogo e di dibattito [...]al fine di sviluppare ed ampliare i canali di comunicazione tra i giovani e le istituzioni. Avrebbe dunque dovuto garantire la possibilità di intraprendere un percorso di dialogo sia tra le varie associazioni, che tra queste e le istituzioni. Ma il progetto era molto di più: era una speranza. Per un breve periodo si è davvero ritenuto possibile avere un ruolo attivo nella vita socio-politica della realtà di cui facciamo parte e della quale siamo stanchi di essere meri spettatori. L’idea era così apprezzabile che il nostro regolamento servì da modello per le consulte giovanili che nascevano in altri paesi del palermitano…ma a dire il vero non si trattava poi di un organo così “modello”.
Come ho già avuto modo di constatare in altra sede, il tanto atteso strumento di democrazia giovanile rivelò ben presto di non essere altro che lo specchio del malgoverno Villabatese. Infatti, se tra i cittadini riscuoteva poco interesse, c’era qualche politico che ne aveva colto le grandi potenzialità, arrivando perfino a creare ex-novo associazioni pressoché fittizie, pur di assicurarsi la possibilità di poter aver voce in capitolo all’interno di quella consulta che prometteva di diventare un vero e proprio motore propulsivo per tutta l’attività giovanile (e non) del paese. Inoltre, sin dall’inizio, le istituzioni che l’avevano tenuta a battesimo la mutarono in un riflesso del loro generale amore per le attività democratiche. E così nell’arco di 5 mesi la si convocò soltanto in 2 occasioni, nonostante il regolamento stabilisse che si sarebbe dovuta riunire almeno mensilmente…
La sua vita fu comunque tanto effimera quanto breve: non fece in tempo a mantenere le promesse iniziali perché fu sciolta per via delle dimissioni del suo presidente, l’ex sindaco L.Carandino. Abbiamo allora cominciato a lamentarne l’assenza e a provare a ricostruire almeno quella rete tra le associazioni che il regolamento statutario, nonché il nostro buonsenso, ci mostravano quale via migliore da seguire. Da questa determinazione è nato una sorta di forum che univa l’allora Collettivo Quattro/Quarti, la Sinistra Giovanile e “I giovani s’incontrano”, nonché varie altre associazioni con le quali, di volta in volta, si provava a portare avanti iniziative comuni. Ma è ovvio che tra tutte le vicissitudini seguite al commissariamento del nostro Comune, lo scioglimento dell’unico anello di contatto tra i giovani e le istituzioni sembrava davvero irrilevante. E devono averla pensata così anche i commissari che si sono succeduti nel lungo periodo di paralisi politica, quando lo stesso forum sopra menzionato decise di chiedere un incontro ufficiale con chi in quel momento rappresentava le istituzioni.
Inutile dirvi che non siamo stati ricevuti.
Sono passati 16 anni dalla sua istituzione, 7 dal suo ultimo scioglimento. E c’è voluto più di un mese perché la suddetta mozione venisse approvata (8 ottobre c.a.). Ma oggi c’è qualcosa che ci porta ad essere ottimisti: il suo ripristino in seguito al voto unanime di tutti i consiglieri comunali, per esempio. Inoltre, già il giorno seguente la dott. E.Bonafede si è premurata di convocare l’ennesimo primo incontro. E considerando la proverbiale lentezza burocratica villabatese, non possiamo che apprezzare la solerzia della nuova amministrazione. Ci auguriamo che questi segnali positivi non siano illusori, e soprattutto speriamo che questa sia l’ultima volta che si debba aspettare tanto per vedere un barlume d’interesse per le politiche giovanili!
Noi continuiamo a credere che l’esperienza della Consulta non possa che rivelarsi positiva. Se non altro perché instaura un proficuo dialogo tra le associazioni locali, dimostrando che nonostante le idee, i metodi o il colore politico possano differire, ciò che realmente conta è la voglia di lavorare insieme per il raggiungimento di un obbiettivo comune: smussare i lati peggiori della realtà in cui viviamo, diffondendo la cultura della legalità e del senso civico. Finora ci siamo dovuti accontentare di poco… ma adesso vogliamo tornare a contare davvero.
2 commenti:
State dimostrando di essere davvero in gamba, e mi auguro che continuiate a proseguire per la strada già percorsa. Vi ho chiesto di occuparvi di un problema locale e mi avete risposto che sarebbe stato meglio scrivere una lettera, quindi spero che pubblichiate il mio appello:
So che questa non è la Svizzera e che il siciliano l'abbanniatina ce l'ha nel DNA, ma sono veramente stanca di sentire le urla ai megafoni dei venditori ambulanti a qualunque ora! Non c'è rispetto per chi riposa, per chi sta male o per chi studia. Non voglio arrivare a un totale divieto di bandizzazione (come già avviene a Ficarazzi), ma mi aspetto almeno che l'amministrazione comunale regolamenti l'uso dei megafoni. Non credo di chiedere poi tanto, solo un pò più di rispetto.
Angela
l'idea della consulta giovanile è importante.speriamo che rappresenti un occasione di riscatto per i giovani villabatesi e non per quelli che, meno giovani cercano di accaparrarsi un posto all'interno di essa.
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